L’importanza della rete locale e della collaborazione: Corinna Canzian racconta la sua campagna di crowdfunding

Qualche anno fa la violinista e concertista Corinna Canzian, mentre si trovava per lavoro nelle Dolomiti venete, luogo della sua infanzia e adolescenza, notò che l’area offriva alle nuove generazioni scarse prospettive di lavoro. Da questa riflessione nacque il suo desiderio di creare qualcosa di nuovo e lungimirante, partendo dalla sua attività di violinista e docente, per arrivare a infondere fiducia e spirito creativo nei giovani della zona. Nell’estate del 2017, con il supporto di alcune istituzioni locali e del collega violinista Mattia Tonon, avvia a Pieve di Cadore un primo esperimento con il nome di Workshop di Violino, sulla scia di altre iniziative didattiche già realizzate tra le province di Milano, Varese e Como.

Abbiamo costituito un corso a porte aperte per violinisti ed eventi musicali per la comunità, focalizzando l’attenzione sui giovani: voglio riuscire a dar loro nuovi strumenti e motivazioni per restare nella loro terra, trasmettendo valori creativi ed empatici per pensare a un futuro diverso.
Il mio obiettivo è quello di coinvolgere negli anni grandi artisti nazionali e internazionali creando a Pieve di Cadore un centro di riferimento, risvegliando finalmente il territorio, partendo da una base culturale e sociale.

Questa iniziativa ha preso pian piano forma fino ad arrivare al 2019, quando Corinna Canzian ha deciso di utilizzare il crowdfunding per convogliare l’attenzione sul territorio e per fare in modo che chiunque potesse contribuire alla buona riuscita del progetto [approfondisci la campagna sul nostro sito o sulla pagina Facebook del progetto].

Abbiamo intervistato Corinna per saperne di più su com’è andata la campagna e farci dare qualche consiglio per chi vuole approcciarsi a questo strumento. Buona lettura!

Perché hai deciso di ricorrere al crowdfunding? Quali vantaggi hai riscontrato nel suo utilizzo?

Ne avevo sempre sentito parlare e avevo solo finanziato progetti di amici, senza mai espormi in prima persona. Il progetto del 2017 era stato completamente sostenuto dalle famiglie dei ragazzi, ma non volevo più pesare su di loro. Ho pensato che fosse l’occasione giusta per lanciare la mia campagna: conoscevo lo strumento e i suoi vantaggi, prima su tutti la possibilità di contattare in modo molto orizzontale qualsiasi persona, senza obblighi politici o istituzionali. È davvero un’opera di comunità e di solidarietà e dà la possibilità, tramite le ricompense, di supportare iniziative di welfare sociale. Un esempio lampante di questo aspetto  è stata la possibilità di inserire nel progetto una ragazza appena arrivata dall’Iran: anche se inizialmente è stato difficile perché parlava pochissimo l’italiano, è riuscita a completare il suo percorso insieme a noi e a ottenere diploma di partecipazione, che le servirà per la richiesta di permesso di soggiorno.

Chi è stato coinvolto nella progettazione, organizzazione e promozione delle attività?

Ho portato avanti e supervisionato l’intero progetto sfruttando al massimo le mie forze. Nella programmazione dei corsi e degli eventi ho coinvolto diversi professionisti tra cui quelli che sono diventati insieme a me i docenti del campus: Mattia Tonon, Roberto Menardi, Matteo Manzitti, Anna Maria Marta. Ho collaborato inoltre con diverse realtà del luogo che hanno contribuito economicamente o hanno offerto supporto tecnico e logistico: la Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore , che ha messo a disposizione gratuitamente i locali in cui svolgere le attività,  il Museo dell’Occhiale, la Magnifica Comunità del Cadore, la Fondazione Cariverona, la Cassa Rurale ed Artigiana di Cortina d´Ampezzo e delle Dolomiti, l’ass. Dolomiti Symphonia, la Tipografia Tiziano, il Forte di Monte Ricco, l’Hotel Pelmo e il Gruppo di Ricerche Culturali Algudnei che ha offerto una borsa di studio e un concerto premio a sostegno del migliore studente dell’Academy.

Quando hai iniziato a pianificare le azioni (online-offline) da adottare durante la campagna? Quali di queste hanno avuto maggior impatto?

L’idea di realizzare la campagna è nata a gennaio, ma solo a fine aprile ho scoperto la vostra piattaforma, che è stato l’input decisivo. Ci tengo a ringraziare Luca Talarico (resp. crowdfundign di School Raising, ndr.) perché mi ha sempre seguita ed è stato presente sin da subito. Per pianificare e realizzare tutte le azioni pre-lancio della campagna (materiale necessario alla scheda progetto, comunicazione, video, ricompense ecc.) sono necessarie almeno 3 settimane di lavoro full time; non potendoci lavorare tutti i giorni, sono riuscita a lanciare il crowdfunding solo a metà giugno, per raccogliere i fondi per l’Academy estiva dal 4 al 12 agosto.

Se su Facebook il progetto ha avuto buona risonanza, per la comunicazione sul territorio ho dovuto agire diversamente privilegiando canali offline; si son rivelate molto più utili le attività e i concerti a porte aperte: molti soldi son stati raccolti perché la gente passando vedeva ciò che facevamo e si interessava al progetto.

Quali sono state le maggiori difficoltà incontrate?

Ho avuto qualche problema con la comunicazione online e su come raccontarmi attraverso la piattaforma: la cultura e l’arte sono di nicchia, purtroppo, ed ho avuto difficoltà a entrare in contatto con grandi aziende o singole persone non del luogo e che non conoscevano già il progetto. Probabilmente questo è dovuto alla mia poca esperienza in quest’ambito, e soprattutto perché ho voluto agire in un territorio come il mio, ancora abbastanza chiuso a questo tipo di iniziative. Muovermi nella dimensione online è stata senza dubbio una scommessa, ma volevo portare novità.

Quali, secondo la tua esperienza, potrebbero essere dei validi strumenti per ottimizzare la promozione di una campagna?

In generale, la piattaforma potrebbe fare da intermediaria tra i progetti scolastici e donatori abituali per specifici settori: un tipo di consulenza costante così da trovare insieme nuovi clienti online lavorando, indirizzando al meglio il progettista.

Nel mio caso, avrebbe potuto essere utile investire qualcosa di più sulla stampa cartacea, visto che, soprattutto nel mio territorio, è ancora un mezzo di informazione privilegiato per una specifica generazione di persone. Inoltre, avendo budget a disposizione, sarebbe utile raccontare con molti più video la campagna  e le varie fasi di realizzazione del progetto.

Cosa hai imparato dall’esperienza precedente?

Vorrei trovare delle persone con cui condividere questo progetto così da dividerci il lavoro progettuale, per svolgerlo al meglio attraverso ruoli e compiti ben stabiliti.
Vorrei anche cercare risorse specifiche che si occupino della parte promozionale e sentano questa causa come propria: desidero davvero che chi lavora con me non lo faccia solo per un guadagno, ma perché ha realmente a cuore la riuscita del progetto. Ho capito che per la prossima campagna devo perfezionare la comunicazione offline perché nel mio territorio è ancora una carta vincente.

Per riassumere, i segreti del successo in questa campagna sono stati:

  1. l’importanza della rete: trattandosi di un progetto fortemente radicato nel territorio il coinvolgimento di attori locali è stato fondamentale per raggiungere gli obiettivi prefissati;
  2. il supporto dei partner tecnici: collaborare con aziende e realtà che potessero sostenere l’iniziativa fornendo spazi, materiali e aiuto logistico;
  3. la comunicazione offline e gli eventi in loco, fondamentali per intercettare potenziali finanziatori interessati al progetto, altrimenti difficilmente raggiungibili.

Ci teniamo a ringraziare Corinna Canzian per averci raccontato la sua esperienza e le facciamo un grande in bocca al lupo per le iniziative future!

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *