L’importanza delle 3 cerchie nel crowdfunding scolastico: Che Aria tira si racconta

Vi abbiamo mai parlato delle 3 cerchie del crowdfunding? Siamo sicuri di sì, ma, come si suol dire, repetita iuvant 😉

Le 3 cerchie indicano i 3 gruppi di finanziatori da coinvolgere quando stiamo pianificando una campagna di crowdfunding:

  1. la prima cerchia comprende le persone vicine al progettista, nel caso del crowdfunding scolastico si tratta della comunità scolastica, cioè gli altri studenti, i docenti, il personale della scuola, gli ex- studenti, ma anche, e soprattutto, i familiari (genitori, fratelli e sorelle, cugini, nonni e zii), gli amici intimi: insomma, tutte le persone facilmente raggiungibili con una telefonata, un messaggio e dal passaparola;
  2. la seconda cerchia comprende, invece, la comunità cittadina: gli abitanti del quartiere dove si trova la scuola, gli esercenti, le istituzioni, i cittadini; in generale, tutte le persone che abitano la città, raggiungibili con il passaparola, ma prevalentemente tramite mezzi di informazione (giornali, radio e tv locali, affissioni, volantini ecc.)
  3. la terza cerchia va oltre la comunità locale e comprende tutti coloro che non sono collegati alla scuola o alla città; per esempio gli abitanti dei paesi vicini, persone che non conosciamo ma che possono essere interessate al progetto e sono raggiungibili principalmente tramite il web.

Si parte dalla prima cerchia – quella più facile – per arrivare, gradualmente, a raggiungere e coinvolgere tutte le altre.

Solo raggiungendo la prima cerchia si possono raggiungere anche la seconda e la terza.

Il crowdfunding, ci piace ripeterlo, non è una borsa piena di soldi: non basta pubblicare un progetto su una piattaforma per raggiungere magicamente il budget necessario. Ci vuole costanza, determinazione, pazienza e tanto lavoro. Soprattutto nel crowdfunding scolastico – che di solito tratta progetti che interessano la comunità-  è fondamentale che tutti siano coinvolti e lavorino alla riuscita della campagna, altrimenti le possibilità di successo diminuiscono. Se non si riesce a convincere le persone più vicine, che ci conoscono, della validità del nostro progetto, come possiamo pensare di attrarre finanziatori che non sanno neppure che esistiamo?

Per questo vi vogliamo raccontare la storia del progetto Che aria tira: 89% del budget obiettivo raggiunto in poco più di 2 settimane, con 68 finanziatori coinvolti: un record per la nostra piattaforma!

Abbiamo chiesto a Ilaria Negri, docente che ha seguito e sviluppato il progetto e la campagna del Liceo Scientifico ULIVI di Parma, come abbiano raggiunto questo invidiabile risultato. Sul motivo che ha spinto lei e i suoi colleghi a scegliere di avviare una campagna di crowdfunding, Ilaria ci ha risposto così:

Il crowdfunding permette una diffusione capillare dei progetti soprattutto tra i cittadini, i quali vengono direttamente interpellati per sostenere il progetto. Ovviamente il primo nucleo di cittadini da coinvolgere sono i genitori degli studenti: quando le famiglie vengono rese partecipi del progetto educativo dei propri figli, spesso fungono da cassa di risonanza all’interno della comunità promuovendo, a cascata, fenomeni di collaborazione attiva: il singolo genitore o cittadino sostenitore può farsi, a sua volta, portavoce del progetto e non solo contribuire alla sua diffusione, ma anche alla sua realizzazione concreta.

Sin dalle prime parole si capisce come il coinvolgimento delle cerchie sia stato l’elemento fondamentale: i genitori prima di tutto, che sono sia sostenitori del progetto dal punto di vista economico, ma anche canali di comunicazione e diffusione del progetto stesso.

Ilaria ci spiega ancora:

I genitori sono stati il primo nucleo della comunità ad essere stato coinvolto nel progetto e siamo felici di aver avuto molta rispondenza: chi si è fatto carico di aiutarci con materiale pubblicitario, chi a fornire contatti utili per la realizzazione del progetto, chi ha sostenuto anche in modo significativo l’iniziativa. Ciò che ci ha dato ancor più soddisfazione è il fatto che molte iniziative sono state spontanee, segno di dialogo tra genitori e figli e, ovviamente, apertura dei primi nei confronti dei progetti educativi promossi dalla scuola.

Il progetto e la campagna sono stati dunque uno strumento per far dialogare e lavorare insieme genitori e figli, oltreché per permettere ai primi di capire meglio le attività svolte a scuola e gli obiettivi educativi. Bingo! 🙂

Oltre ai genitori, anche gli studenti hanno avuto un ruolo fondamentale; il crowdfunding diventa uno strumento di apprendimento di nuove competenze e di responsabilizzazione, oltreché un modo per lavorare in gruppo per raggiungere un obiettivo comune:

Gli studenti sono stati coinvolti in tutti gli step della campagna, dalla progettazione alla diffusione del progetto, alla preparazione dell’evento di lancio a scuola. Abbiamo una pagina Facebook inerente il progetto gestita dagli studenti, loro stessi hanno passato interi pomeriggi a prepararsi per l’esposizione durante l’evento a scuola, si sono fatti carico di cercare indirizzi mail di potenziali sostenitori da contattare. Infine abbiamo nominato una Commissione Bilancio fatta dai ragazzi che deve tenere i conti delle cifre raccolte. Gli studenti sono e devono essere i protagonisti di questa esperienza; noi adulti siamo i registi e ci preoccupiamo di supervisionare il lavoro.

Il progetto Che aria tira non ha solo uno scopo didattico, ma si propone di creare benefici per l’intera collettività. Tramite l’analisi delle api, è possibile rilevare il livello di inquinamento dell’aria e capire quali soluzioni, eventualmente, adottare. Questo suo scopo ha sicuramente incentivato la partecipazione della comunità cittadina e per noi è un ottimo esempio di come progetti di questo tipo possono far interagire scuola e comunità, che collaborano per il benessere collettivo, che va oltre la sola formazione e istruzione dei ragazzi. In questo senso ci hanno colpito molto le parole di Ilaria, che vanno esattamente nella nostra direzione: coinvolgimento, comunità e scuola che collaborano per il bene comune e per formare i cittadini di domani:

La prima ricaduta positiva che mi auguro possiamo avere è sui ragazzi stessi, che peraltro sono il fulcro – o meglio – il futuro della nostra comunità: poter far “assaggiare”, anche solo un poco, il gusto della ricerca scientifica, farli avvicinare al metodo scientifico sono tutte armi di difesa contro i pregiudizi scientifici di cui troppo spesso è permeata la nostra società. Non a caso è stato coniato il termine “post-truth society” o società della post-verità, ove gli appelli all’emotività o le convinzioni personali possono avere la meglio su fatti obiettivi, anche scientificamente provati. Inoltre, dal momento che il nostro progetto tratta il biomonitoraggio delle polveri sottili nel nostro territorio, esso potrebbe avere una forte ricaduta in ambito locale e magari dare input costruttivi per affrontare tematiche quali l’impatto degli inquinanti ambientali e le ricadute che questi possono avere in termini di salute pubblica, l’utilizzo di bioindicatori per le attività di monitoraggio, l’importanza dell’impollinazione quale presupposto imprescindibile per la nostra sopravvivenza e per il mantenimento della biodiversità. Infine, se la scuola è in grado di promuovere progetti di ricerca innovativi, con un forte impatto sul territorio, questo enfatizza il ruolo della scuola stessa quale istituzione dinamica e aperta, in grado di sviluppare il dialogo e la collaborazione tra la comunità scolastica (studenti e docenti) e quella al di là delle mura della scuola (genitori e società), in nome della tutela della salute di tutti.

Il crowdfunding dunque non è solo una raccolta fondi: è uno strumento di coinvolgimento, di apertura della scuola alla comunità, di collaborazione verso un obiettivo comune, di sensibilizzazione verso tematiche che interessano tutti. E’ bello per noi vedere che la nostra mission viene condivisa da chi sceglie di utilizzare questo mezzo. Facciamo un grande in bocca al lupo a Ilaria e a tutti coloro che hanno lavorato al progetto Che aria tira e ci auguriamo che – con questo articolo – riusciamo a intercettare anche possibili finanziatori della terza cerchia 😉

Per ulteriori informazioni sul progetto e per sostenerlo, cliccate qui.

 

 

 

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