Come si formano i maker di domani? Lo chiediamo ai Maker di oggi

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Diamo il via al primo step di “Raise Your Maker”.

Stiamo parlando di un percorso aperto che porterà all’interno delle scuole gli strumenti per formare gli innovatori di domani con il contributo degli innovatori di oggi.

Il progetto vuole sfruttare le potenzialità del crowdsourcing e del crowdfunding raccogliendo le migliori idee sviluppate da tutte le scuole d’Italia e che avranno come oggetto la stampa in 3D e nello stesso tempo mettere in connessione gli studenti e docenti con le community di maker italiane disposte a supportare e implementare i progetti presentati.

Perché aperto?

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  • – perché abbiamo creato uno spazio (questo spazio) dove chiunque può presentare casi studio, esempi, progetti scolastici, proposte concrete per raggiungere la mission,
  • – perché chiunque può “hackerare” lo scheletro del progetto stesso caricato su un google doc,
  • – perché abbiamo sì disegnato un progetto che vede come azione principale il portare una stampante 3D nel numero di scuole più alto possibile, ma non lo diamo come dato di fatto e vogliamo che non sia l’unica 

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Perché le stampanti in 3D?

Partiamo dalla definizione data dall’Economist :

[blockquote width=”]“La stampa 3d migliorerà la produzione di massa, senza distruggerla”.[/blockquote]

La stampante in 3D è il simbolo della terza rivoluzione industriale e se i computer ed internet avevano permesso il passaggio dagli atomi ai bit, le stampanti 3D consentiranno il passaggio opposto, da bit ad atomi, con conseguenze di grande importanza economiche, sociali e politiche.

Immaginiamo ora cosa potrebbe voler dire dare la possibilità ad uno studente di poter sfruttare tutta la sua creatività e tutta la sua immaginazione per poter prima progettare e poi realizzare un oggetto vero e proprio. Ecco perché formare i docenti e le future generazione ad essere in grado di produrre rappresenta il punto di partenza di tutto il processo rivoluzionario al quale assisteremo.

Negli Stati Uniti d’America, per esempio, è stato avviato il programma MakerBot Academy, che prevede la consegna di una stampante 3D a tutte le scuole degli Stati Uniti con l’obiettivo di permetter alle nuove generazioni di conoscere e approfondire le potenzialità di questa tecnologia.

Il programma, che ha già visto la consegna di 5000 stampanti 3D in 5000 scuole, è nato dalla collaborazione di AutoDesk, l’istituto America Makes e il portale di finanziamento dal basso DonorChoose.org .

I prossimi step

Parlavamo di uno scheletro, composto da alcuni step quali:

Aggregazione delle commnity di maker: attireremo i maggiori maker italiani all’interno del gruppo facebook “Raise your maker” [vai al gruppo].

Call for action: rivolta a tutti gli istituti (un team di studenti per ciascun istituto), con l’obiettivo di raccogliere le idee progettuali dei futuri maker e stimolare la loro capacità nel disegnare la strategia comunicativa più efficace per raccogliere fondi via crowdfunding.

Raise your maker: i progetti verranno pubblicati come post all’interno del gruppo Facebook, lasciando alla community di maker la possibilità o meno di arricchire i progetti grazie al dialogo con i promotori del team.

Selezione: i team saranno invitati ad aggiornare il proprio progetto in base ai suggerimenti forniti dalla community. Quelli che raggiungeranno determinati requisiti sulle strategie comunicative, potranno finanziare la stampante 3D (ad un prezzo agevolato e completa di corso di formazione) attraverso una campagna di crowdfunding sulla piattaforma School Raising.

Premiazione: i 3 team che presenteranno l’idea di utilizzo più brillante e le ricompense che meglio permetteranno di diffondere la conoscenza acquisita all’interno della propria scuola, avranno la possibilità di finanziare la stampante 3D a prezzo molto agevolato e completa di un corso tenuto da un super guru.

Il nostro focus

Rimaniamo quindi focalizzati sul tema dei “maker di domani” e puntiamo a coinvolgere il maggior numero di scuole d’Italia con l’obiettivo, non solo di poter portarne all’interno una stampante 3D ma anche di creare una connessione tra studenti, docenti ed esperti del settore che possa favorire una co-progettazione senz’altro vantaggiosa.

E come sempre, anche in questo caso, cerchiamo di innovare per prototipazione.

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