Come abbiamo raccolto 5.035 Euro per l’Alternanza Scuola Lavoro? L’intervista a Rosario Faraci sul crowdfunding coinvolgente, divertente, responsabile

Vi abbiamo già raccontato qui delle 4 classi del Liceo Archimede di Acireale (CT) e della loro esperienza di Alternanza Scuola – Lavoro insolita: ognuna delle  classi ha concluso i 2 anni del percorso impresa simulata con un viaggio a Berlino, Praga e Valencia, per incontrare e confrontarsi con alcune startup del territorio.

Nell’attesa di raccontarvi come sono andati i Social Innovation Tour, abbiamo intervistato Rosario Faraci, Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all’Università di Catania, coordinatore scientifico del Progetto di Alternanza Scuola-Lavoro Start Up Impresa Simulata del Liceo Archimede di Acireale, e accompagnatore del gruppo di 46 studenti  che è appena rientrato da Valencia.

La campagna del progetto Your Valence for our Valencia è stata, infatti, quello con il miglior risultato: 109% del budget raggiunto (per un totale di 5.035€ raccolti) prima della chiusura della campagna. Siccome siamo curiosi e siccome pensiamo che i suggerimenti  e le esperienze degli altri possono essere utili a tutti , gli abbiamo chiesto come hanno fatto.

Buona lettura!

Presentazione

1_Ci racconti brevemente il progetto e il suo ruolo all’interno di questo

L’intero progetto nasce due anni fa su intuizione del Preside del Liceo Archimede Riccardo Biasco e si articola in 200 ore di attività seminariali, laboratoriali ed esperienze pratiche per consentire agli studenti di acquisire le competenze trasversali e specialistiche per fare impresa. Una parte del progetto è consistita nella visita ad alcune start up cities europee dove il fermento imprenditoriale è maggiore. Io ho accompagnato 46 studenti delle classi  V D, V F, V G e V BL  a Valencia.

Il coinvolgimento dei finanziatori

2_Avete raccolto il 109% del budget coinvolgendo 94 finanziatori: qual é il segreto di questo successo?

La capacità di comunicare e fare storytelling del nostro progetto sono state decisive. Hanno aderito in tantissimi.

3_Tra i sostenitori del progetto ci sono molte imprese del territorio: come siete riusciti a coinvolgerle?

Le imprese sostengono i giovani sempre, soprattutto quando si tratta di avvicinarli alla conoscenza del complesso mondo del lavoro. Anche loro hanno creduto alla valenza formativa del nostro progetto.

4_Oltre alle imprese, ci sono altri soggetti del territorio che hanno contribuito (non solo finanziariamente) alla vostra campagna?

Professionisti, tantissimi. Qualche startup pure e tantissimi studenti universitari ed ex universitari che, conoscendo il mio metodo di insegnamento basato sul modello dell’Università Capovolta, sanno che c’è sempre da imparare in iniziative del genere.

Università Capovolta

L’Università Capovolta è un progetto sperimentale di didattica innovativa che riporta lo studente al centro del processo di apprendimento. In tale progetto sperimentale c’è spazio per lezioni autogestite dagli studenti, lavori di gruppo in aula e a casa, video-lezioni da seguire a casa e dibattere in aula, progetti di impresa e pitch di fronte a giurie esterne di esperti, ndr.

La campagna e l’importanza della collaborazione

5_Quanto tempo prima avete iniziato a pianificare la campagna? vi siete divisi i ruoli? In particolare, qual é stato il ruolo degli studenti?

Il progetto di crowdfunding è stato predisposto dagli studenti con l’aiuto della signora Giovanna Marano, la mamma di una studentessa partita per Berlino. Da quel momento, circa un mese prima, abbiamo iniziato la campagna di comunicazione.

6_Quali strumenti avete utilizzato per diffondere la campagna?

Prevalentemente i social, whatsapp e qualche telefonata. La possibilità di utilizzare più modalità di pagamento ha agevolato moltissimo i sostenitori: molti hanno optato per Paypal, qualcuno per la carta di credito, altri per il bonifico, di solito preferito dalle aziende.

7_Quanto è stata importante la collaborazione tra studenti, docenti, genitori per raggiungere un traguardo del genere?

Molto importante, anche se genitori e docenti della Scuola devono acquisire maggiore consapevolezza sull’importanza del fare tam tam nel crowdfunding. Chiedere soldi per una giusta causa, e rendere sempre conto del proprio operato, non è l’equivalente dell’elemosinare.

Valencia e l’impresa simulata

8_Pensate che questa campagna sia stata utile per i ragazzi per entrare in contatto con il proprio territorio e per capire – e in futuro risolvere – le eventuali sfide che si presenteranno loro?

Lo speriamo. Anche i ragazzi hanno capito così il valore del denaro e di come lo si gestisce. Con i soldi raccolti hanno potuto muoversi in piena libertà dentro Valencia, ad esempio. E quando si sono mossi in libertà non è stato per divertirsi, ma per visitare i luoghi e i soggetti dell’innovazione sparsi qua e là per la città.

9_Un viaggio a Valencia: che tipo di valore aggiunto rappresenta per i ragazzi un’esperienza del genere?

Un’esperienza unica, formativa e a tutto tondo. Hanno preso familiarità col futuro. Valencia è una città fantastica: vibrante, dinamica ed innovativa; moderna e ben collegata attraverso una efficiente rete interna di trasporti pubblici. Tra le start up che abbiamo visitato, quella che ha stuzzicato di più l’interesse dei ragazzi è stata Closca che ha appena avviato la produzione di un casco per bici concepito come originale oggetto di design; non di minore importanza è Flywire un vero e proprio gigante nel sistema dei pagamenti internazionali online, nata come start up a Valencia e ormai presente in tutto il mondo. 

10_Dal punto di vista didattico, l’impresa simulata prima e lo sviluppo e realizzazione della campagna poi, quando sono state utili per gli studenti?

Abbiamo allestito un progetto di Alternanza Scuola- Lavoro di tutto rispetto, che ha puntato sulla simulazione prima e poi sull’esperienza sul campo, anziché sullo stage tout court. L’alternanza nasce allo scopo di far acquisire e/o irrobustire negli studenti le otto competenze chiave di apprendimento permanente che l’Unione Europea considera fondamentali per l’employability, cioè la capacità delle persone di trovare e mantenere un lavoro. Non mi sembra cosa di poco conto.

Lo rifacciamo?

11_Tre parole per descrivere questa esperienza con il crowdfundig.

Coinvolgente. Divertente. Responsabile.

12_Rifareste l’esperienza il prossimo anno?

Dipenderà molto dalla Scuola, il mio ruolo è solo quello di coordinatore scientifico delle iniziative che il Liceo Archimede vorrà portare avanti. Personalmente cercherò di promuoverla anche fra gli studenti universitari.

A noi non resta che ringraziare il prof. Faraci e fare un grande in bocca al lupo ai ragazzi!

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